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Matilda Kahl una donna un outfit!

 

 

Alzi la mano chi di noi non si chiede almeno una volta ogni giorno, cosa metto domani? Io rientro sicuramente nella lista e decido puntualmente dopo aver fatto un brainstorming!

Matilda Kahl invece ha deciso, per non doversi più preoccupare nemmeno di cosa mettere per andare in ufficio, di utilizzare lo stesso outfit ogni giorno e lo fa da tre anni!

Ebbene sì proprio così, non vi prendo in giro, questa giovane e bella ragazza bionda è direttrice artistica di un’importantissima agenzia pubblicitaria , la Saatchi & Saatchi, e  stufa di dover decidere cosa mettere per andare in ufficio ha deciso di adottare un outfit unico, comodo ed elegante, per ogni giorno.

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Pensate che la scelta di Matilda è stata condivisa da migliaia di donne lavoratrici al mondo alla faccia di chi, soprattutto uomini, pensano che le donne dovrebbero abbigliarsi ogni giorno in modo diverso.

Matilda Kahl ha deciso di fare come molti uomini che ogni giorno indossano sempre lo stesso abito o ricalcano comunque lo stesso impeccabile ( e pratico) stile, non perde più tempo davanti al suo armadio e sceglie in un attimo il suo outfit, ma come?

Negli ultimi tre anni Matilda Kahl ha adottato la sua “uniforme” per recarsi in ufficio, una camicetta di seta bianca ornata solo da un nastro di pelle nera attorno al colletto,  un paio di pantaloni neri e una giacca nera, un outfit basic sicuramente ma elegante e super comodo.

matilda kahl 2

Matilda ha, ovviamente, più varianti dello stesso capo, diverse paia di pantaloni neri e, nelle sue sessioni di shopping da Zara ( ma allora…è umana!!!),  una quindicina di camice bianche identiche.

Non certo l’elogio della creatività che ci si aspetterebbe da una giovane donna che ricopre la posizione societaria di che dice ad Harper’s Bazaar <<Era uno di quei tipici lunedì mattina e stavo impalata davanti all’armadio, indecisa su cosa mettermi. Se i miei colleghi maschi venivano presi sul serio, a prescindere da cosa indossassero, io dovevo arrovellarmi su quale vestito mettere: questa gonna è troppo corta? Questo vestito troppo formale? Questa felpa troppo colorata?>> Quello che accadeva è che <<Arrivavo tardi ai meeting, non ero preparata. Invece di fare ricerche a casa, avevo cambiato l’abito tre volte. E qui ho capito che qualcosa doveva cambiare>>.

Ed è cambiato, ora Matilda ottimizza i suoi tempi e la mattina si è tolta il pensiero di dover decidere cosa mettere per andare in ufficio, ovviamente le ironiche domande dei suoi colleghi maschi non si sono fatte attendere, << Hai per caso perso una scommessa?>> o addirittura <<Non sarai mica in qualche setta?>> ma lei si dice felice come non mai di questa scelta.

matilda kahl

<<I pantaloni e la camicia sono diventati una sorta di promemoria quotidiano: ora hai il controllo. Non voglio prendere decisioni su cosa indossare perché ho troppe altre decisioni importanti da prendere. Non solo sto bene col mio look, ma non ci penso nemmeno più. Ed è una cosa ottima>>.

Che ne dite girls? Voi adottereste questo metodo?

Io penso che mi troverei noiosa dopo 3 giorni dello stesso abbigliamento, una delle poche cose che non mi fa sentire una pecorona quando la mattina entro in metropolitana insieme agli altri pecoroni è il mio stile e poi diciamocelo, siamo donne e possiamo permetterci il lusso in ogni stagione di indossare qualcosa di carino magari piacevole e vezzoso pur essendo elegante.

Questa libertà per me vale ben la pena di arrovellarmi per una mezz’ora del mio prezioso tempo… lo stile ha ragioni che la ragione non conosce!

A presto!:-)

 

 

Collant, autoreggenti o reggicalze?

Oggi parliamo di calze, si proprio di calze anche se oramai siamo alle ultime battute della stagione fredda!
Ho letto un articolo su Gioia! Di questa settimana che prendeva spunto dall’ outfit di due super star come Madonna e Taylor Swift durante un concerto per porre proprio questo interrogativo “tornare alle calze invece dei collant?”.

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Collant Everyday comodi e pratici!

Ebbene care girls è un argomento che mi appassiona proprio perché io stessa sono una grande amante delle calze.
L’avvento dei collant è stato sicuramente un fenomeno di costume molto importante negli anni che furono, ma ancora oggi io penso che un bel paio di autoreggenti ( magari con la balza in pizzo) o un paio di calze con il reggicalze siano ancora la scelta vincente.

audrey hepburn calze taxi

E chi se la dimentica questa scena di colazione da Tiffany?

Anche io metto i collant e per una questione di comodità non certo perché li trovi particolarmente femminili o interessanti, ma quando posso, quando ho tempo e sopratutto quando voglio sentirmi davvero femminile sono le autoreggenti la mia scelta top.

autoreggente
La tipologia di calza da indossare secondo me va con l’ outfit, se siete amanti delle mini mini ( molto mini…) gonne il collant è una garanzia, sopratutto se il vostro obbiettivo non è fare la smutandata di turno!
Con una longuette o una gonna al ginocchio trovo che l’ autoreggente sia top e la amo alla follia, cosi come sotto un bel tubino classico o con un vestitino bon ton.

autoreggente vestito

Questa una foto tratta da una campagna pubblicitaria…e ovviamente il vestito risulta un po’ corto…però quanta femminilità c’è??? Basta avere un vestitino un po’ più lungo e il giorno è fatto!

Allora quando utilizzare il reggicalze? Per come la vedo io va messo sotto abiti che non siano troppo aderenti e gonne magari leggermente  ruota, è pur vero che i reggicalze di oggi son pressoché impercettibili sotto i vestiti, ma se il vostro obbiettivo non è volere che si noti a tutti costi allora evitate i vestitini “seconda pelle”.

laura antonelli reggicalze

Laura Antonelli, un mito, che sensualità! E’ stata il sogno erotico di generazioni!

 

tatoo reggicalze

Un po’ retrò ma pur sempre una grande invenzione il reggicalze!

Non avevo mai riflettuto tanto sul fatto di poter scegliere ogni giorno cosa e come ( per me è un comportamento normale…) , per molte di noi le autoreggenti e il reggicalze sono riservati alle serate particolari, nelle quali vogliamo sedurre il nostro uomo per esempio.

la redoute reggicalze

Perché per essere sexy non bisogna per forza essere scheletriche!;-)

Ora che ci penso però mi domando, perché non sfruttare questi capi meravigliosi anche solo per sentirci bene con noi stesse? A me piace sentirmi femminile, quando esco di casa per andare in ufficio in tubino ed autoreggenti insieme ai miei tacchi preferiti mi sento bella e femminile, o come direbbe la mia mamma “perfetta e a posto” anche se poi solo io so cosa indosso.

autoreggente riga dietro

Ops!;-)

Una bella iniezione di autostima in una società dove lo stereotipo femminile per eccellenza è Kate Moss, che tra l’altro a me non piace ed è cosi secca da sembrare malata!

autoreggenti e guepierre
E voi? Siete delle fedelissime dei collant o vi concedete il lusso di poter scegliere ogni giorno con cosa velare le vostre gambe?

 

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A presto!:)

Le cose che piacciono a me: Missoni per Converse

Ebbene, oggi sfogliando Gioia! Ho visto questa delizia di Converse e le ho cercate sul web al primo accenno di pausa, le amo… Io amo le Converse All Star ( ne ho 3 paia … non sono tante… ma non sono poche), sono le scarpe che metto con i jeans e le gonne, mi piacciono perché sono versatili… modaiole…assolutamente irresistibili…Ed ecco che finalmente sposano uno dei miei brand preferiti Missoni, che per me è la quintessenza della delicatezza e del buon gusto.

Che vi devo dire ragazze, le amo follemente e sto quasi pensando di fare una follia e comprarmene un paio sul sito di Mytheresa poiché pensavo che avessero un costo proibitivo e invece tutto sommato sono abbordabili, 85 euro per un paio di sneakers non sono poche ma tenendo conto che sono firmate Missoni sono ancora un prezzo giusto.

E così…ecco l’oggetto del desiderio del momento, adoro la fantasia zig zag tipica della Maison Missoni, adoro follemente i colori utilizzati, mi piace da impazzire l’idea di queste sneakers così cool vestite a nuovo, insomma LE AMO!!

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Missoni x Converse

Sneaker Chuck Taylor Lucky All Star

Perchè ho evitato come la peste la VFNO e tutto il resto?

Vi sarete accorte tutte che sono stata forse l’unica impopolare blogger che non ha scritto un post sulla Vogue Fashion Night Out raccontando come è andata e cosa mi è piaciuto ed è successo perchè semplicemente ho evitato la VFNO e la settimana della moda come la peste.

Mio marito, a dire il vero, mi ha detto ” non è da te! Proprio tu che scrivi di queste cose…” ed ha ragione, ma la realtà è che quest’anno dopo tanti anni non mi ci sono vista in quel contesto.

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Credetemi, non è una questione di quali eventi mi interessavano e a quali avrei potuto partecipare, degli agganci ce li avrei anche avuti magari non per l’evento più figo del mondo, ma li avevo il punto è… che non mi andava di mescolarmi alla bolgia e di sentirmi soffocare facendo la fila per un bicchiere di plastica di prosecco caldo.

Quest’anno ho seguito il mondo della moda e del makeup forse ancora più attentamente di quanto ho fatto negli anni passati, sono sempre stata una fashion girl e sono sempre stata alla ricerca del mio stile personale ispirato alle tendenze, ma c’è una grande differenza rispetto a quello che ho provato prima per questo mondo e che provo ora.

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La moda, e di conseguenza il makeup, è arte per me, un’arte sottile, raffinata, un bellissimo mondo nel quale voltarmi da una parte all’altra ammirando meravigliose creazioni uscite da altrettanto meravigliose menti… ma quest’anno più che mai mi sono sentita lontana da un mondo che amo…ma che è diventato un circo.

Sì, un circo proprio così, la moda oramai è diventata per me sì una mostra di bellissimi quadri, disturbata da una miriade di mosche e di zanzare che le ronzano intorno e mi impediscono di sentire qual’è la vera essenza della bellezza di una creazione per la quale un’ artista ha lavorato….mesi.

Non ho saltato una VFNO da anni, mi ci buttavo a pesce e mi piaceva quell’atmosfera meravigliosa di festa e di novità, l’anno scorso è stata la mia ultima, mi sono fatta pestare i piedi da un orda di ragazzine che volevano vedere Enzo e Carla da Hip Hop e sono andata da Liu Jo tentando di scorgere le ultime creazioni… ho percorso Corso Vittorio Emanuele e mi sono sentita persa…una volta in San Babila mi è morto il coraggio di andare in  Via della Spiga.

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Quest’anno ho dato forfait in toto, non mi piace questo pullulare di pseudo fashion bloggers che si conciano nei peggio modi e si atteggiano a Dee della moda…come se avessero scoperto l’essenza del buon gusto e ti guardano pure dall’alto al basso perchè tra una “marchetta” e l’ altra ( in gergo editoriale le marchette sono le pubblicità che ti fai senza far capire che è una pubblicità…un po come i pubbliredazionali delle riviste) si sono guadagnate l’orrendo peluche di Fendi da appiccicare alla pochette o il completino  chearleader style che va tanto alla moda.

Ma voi il completino da chearleader lo metterereste per andare al lavoro? La moda per me è buon gusto, genialità, innovazione, arte, e pazienza se non tutti i quadri mi piacciono… ma è arte e io la amo, l’apprezzo, non potrei mai paragonare Klimt o Chagall al circo Togni!!

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Ecco cosa penso…sono contenta che si sia creata una nuova “professione” fashion blogger… chiamiamola così e ben venga se qualcuna ci ispira su come…”sdoganare” stili e tendenze…ma Vi prego Vi prego… non possono essere tutte Fashion Blogger… non tt le sgallettate mal vestite che mettono qualunque cosa uno stilista gli passi come se fosse il migliore abito della propria vita.

Insomma girls secondo me la moda, e scusate se sono vintage,  è Coco Chanel ed Audrey Hepburn, per me la moda è qualcosa che osa… che precorre i tempi si, e magari non viene sempre capita…ma è comunque…Arte… è come una bellissima melodia, una poesia, qualcosa che mi inebria e mi emoziona… e per ora almeno la moda e la sua celebrazione qua a Milano non mi hanno affascinato… attirato… conquistato.

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Leggerò comunque le mie riviste, nella mia raccolta ci sono sempre Elle, Cosmopolitan, Vanity fair, Glamour, Gioia e altre, che rientrano a volte si e a volte no…mi inebrierò delle tendenze e dei colori, farò le orechiette alle pagine per ricordarmi di cosa mi ha inebriata, colpita, ingolosita.

Ma credo di essere momentaneamente lontana dall’idea del mondo della moda e non dalla moda in sè e per questo ho deciso di non buttarmi nella mischia, ma di ammirare da lontano i dipinti che mi emozionano…e mi emozioneranno.

A presto!:-D