Quando bacchettare diventa sport nazionale

Questo post nasce da una riflessione che ho fatto assistendo, per così dire, ad una piccola scenetta su Instagram, come voi ben sapete è l’unico social del quale faccio parte e mi piace molto perchè adoro fare foto.

Una mia amica, ha pubblicato una bella foto di lei con un bel vestito e un paio di scarpe col tacco carine, una foto semplice di una bella ragazza normale che sorride, niente pose da diva, niente red carpet solo una bella ragazza, punto ed una frase che riguardava l’abilità delle donne a nascondere le proprie abilità, ovviamente era ironica e leggermente maliziosa ma per niente volgare.

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Ovviamente io le ho messo un commento facendole i complimenti perchè vestita così ( niente di provocante un vestito nero e un paio di tacchi un rossetto tendente al fucsia e un trucco naturale…) stava proprio bene, ha due belle gambe e mi ha fatto anche tenerezza.

Sotto a questa foto una tizia ha scritto un messaggio, un cosiddetto “pippone” come lo chiamo io, dicendo che lei certe foto non le avrebbe mai pubblicate ( certe foto…ommioddio era vestita ed era coperta) che ci sono donne che non amano mettersi in mostra, che lei arriva a ridere e scherzare ma pubblicare una foto del genere ricevendo anche complimenti da amici uomini era oltre.

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Per la tipa in questione tutte noi donne sappiamo nascondere le nostre abilità ma non tutte lo facciamo maliziosamente per ricevere complimenti da altri uomini  e stuzzicarli…insomma il senso era che lei si sarebbe messa in mostra solo per il suo uomo e che al suo uomo sicuramente non avrebbe fatto piacere diversamente.

Ora la considerazione che io faccio è questa, siamo nel 2014 e siamo ragazze, dovremmo essere quantomeno un pò emancipate, visto e considerato che vogliamo essere moderne e al passo coi tempi, non capisco perchè se una persona si piace e non è volgare non può fare una foto e pubblicarla, senza essere tacciata come una “poco seria”.

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Mamma mia, l’ho già detto tempo fa, se sei fuori misura secondo i canoni, fai schifo, ma se sei bella e ti piaci sei “poco seria”, quest’ultimo caso avviene solo se non sei famosa o un personaggio in qualche modo pubblico.

Io stesso ho degli scatti che mi hanno fatto le amiche o mio marito stesso e le pubblico se mi sento carina, e se ricevo dei complimenti magari anche da maschi amici per me è normale e non me ne faccio un problema, mio marito sa che io sono sua e siamo assieme.

Se il complimento è educato e non porta a niente di volgare è anche punto di orgoglio, se così si può dire, mio marito mi adora, ma dice sempre che se mi fanno i complimenti vuol dire a maggior ragione che ha scelto bene! E ne ridiamo!!

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La cosa che mi fa specie è che poi, e mi ripeto, queste bacchettone rompipalle sono quelle che l’8 marzo  escono di casa e vanno a fare le peggio cose con le loro amiche galline mentre io invece, che volendo posso uscire quando mi pare, solo lì a guardarle con mio marito e penso ” hanno aperto le gabbie” e poi torno a casa ridendo godendomi il mio bello mentre loro vanno a vedere i muscoli del bello di turno in qualche bel localino zeppo di altre galline.

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Penso che tra donne ci vorrebbe un pò di sostegno e di complicità, penso che molte han voluto la parità dei sessi e poi si mettono il burka da sole quando gli fa comodo, penso che ci vorrebbero più sorrisi e meno rotture di scatole, ecco cosa penso.

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Penso che se una persona si piace non è giusto mortificarla, è ovvio che ci vuole il senso della misura ma in questo caso di misura ce n’era eccome! Più vado avanti e più rifletto su questa cosa e più mi accorgo che a volte è proprio dalle donne che arrivano i peggio comportamenti, questa cosa è deludente.

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Altro che Sex and The City questo è Burka and The City e il burka, sebbene figurativo, certe ragazze amano metterlo alle loro simili solo per il gusto di sputare sentenze gratuite, ognuno fa quel che gli pare ed è giusto così, con il senso della misura dettato dal buon senso, il resto sono solo chiacchiere!!

 

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A presto!:-)

 

 

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Un’immenso bisogno di Tiffany…

Oggi vi do il buongiorno così girls… perché vorrei rintanarmi nel mio angolino di Tiffany…e sentire solo una grande pace…

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“Vado pazza per Tiffany: specie in quei giorni in cui mi prendono le paturnie.
Vuol dire quando è triste?
No… Uno è triste perché si accorge che sta ingrassando, o perché piove. Ma è diverso. No, le paturnie sono orribili: è come un’improvvisa paura di  non  si sa che. Se io trovassi un posto a questo mondo che mi facesse sentire come da Tiffany… comprerei i mobili e darei al gatto un nome”

Se io trovassi un posto a questo mondo che mi facesse sentire come da Tiffany… comprerei i mobili e darei al gatto un nome!

Chi ha visto Colazione da Tiffany con Audrey Hepburn anche solo una volta, non come me che lo guardo almeno una volta ogni 15 giorni,  si ricorderà la frase che ho utilizzato come titolo.

 

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Avete presente quei momenti nei quali avete l’imprinting per un luogo… e ve ne innamorate? Vi legate alle sensazioni che vi regala perché è capace di donarvi pace e serenità, vi circonda di energia positiva e vi piace come vi sentite quando ci andate?

Ecco questo è quello che mi è successo al  The Brian & Barry Building in San Babila.

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Chi è di Milano saprà che inizialmente Brian & Barry era un negozio di abbigliamento, poi l’anno scorso hanno buttato giù interamente il palazzo dall’interno e hanno costruito 9 piani, che si dividono tra food, vi dico solo un nome Eataly, abbigliamento, profumeria, con Sephora che ha uno store che è il paradiso, e tanto altro, se non ci siete andate…andateci…è favoloso.

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Per me The Brian & Barry Building è diventato “il mio Tiffany”, la mattina se ho un po’ di tempo entro e oramai mi riconoscono, non c’è mai sovraffollamento al bar del piano terra e posso sedermi ad uno dei tavolini, le sedie in pelle, e profumano ancora di buono, sono di design e sono circondata dalle scaffalature basse con l’esposizione di cioccolata e di caramelle.

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L’ambiente è molto lounge, la musica piacevole, il caffè buono e vi danno anche un bicchierino d’acqua come accompagnamento, come si dovrebbe fare insomma.

Quando sono al The Brian & Barry Building sono fuori dal mondo, è un posto pieno di cose belle, con una musica calma e dolce, non è mai troppo pieno e affollato e anche se c’è tanta gente che gira ti sembra sempre di essere solo…coi tuoi pensieri.

Gironzoli tra gli stand e per i piani, ti inebri dei profumi delle Yankee Candles  al piano seminterrato e delle ottime leccornie dei vari ristoranti di Eataly negli altri piani.

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Insomma…The Brian & Barry Building ti costringe a distrarti, ti sembra di stare in un altro mondo perché è un luogo dal taglio internazionale dove i commessi e le commesse non ti assillano, ci sono cose stupende ( a volte anche un po’ tanto care ma guardare…non costa niente!) e trovo sempre qualcosa di nuovo che mi incuriosisce.

Mi piace entrare qua e quando posso perdermi completamente, immergermi nei miei pensieri, sfiorare, annusare, guardare, allontanarmi da tutto e rilassarmi un po’, questo è un luogo calmo per me, un piccolo angolo un po’ più esterofilo con un taglio più internazionale, che fa si che io possa per un po’ del mio poco prezioso tempo libero sentirmi come mi sento quando vado all’estero, libera e incuriosita.

La mia fantasia viene pizzicata, la curiosità stimolata ed io mi sento me stessa così come sono un po’ ficcanaso e sempre desiderosa di scoprire.

Insomma io ho trovato il mio luogo anti paturnie…perché come diceva Holly Golightly :

“vado pazza per Tiffany: specie in quei giorni in cui mi prendono le paturnie.
Vuol dire quando è triste?
No… Uno è triste perché si accorge che sta ingrassando, o perché piove. Ma è diverso. No, le paturnie sono orribili: è come un’improvvisa paura di non si sa che.”

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A presto!:-)